La tenuta Gallinella

La Tenuta Gallinella si trova nel comprensorio DOP Sicilia Val Di Mazara, in un territorio
vocato alla coltivazione delle olive. La produzione di olii di alta qualità, oltre che di gran pregio sotto il profilo
nutrizionistico e organolettico, è un obiettivo costante e irrinunciabile.


Le olive della Tenuta Gallinella vengono coltivate senza trattamenti chimici o pesticidi.

I terreni e gli ulivi della Tenuta Gallinella, che si trovano nel territorio compreso tra Sciacca e Menfi, appartengono da decenni alla famiglia Sabella e oggi sono affidati alle cure meticolose di Pietro Sabella, giovane e appassionato olivicoltore e produttore di olio extravergine.

Da sempre le olive della Tenuta Gallinella vengono coltivate senza trattamenti chimici e senza uso di pesticidi. Pietro Sabella ha ereditato dal padre Salvatore e dal nonno Pietro l’amore per la tradizione, approfondendo la cultura della coltivazione dell’ulivo e della produzione di olio per ottenere risultati qualitativi di eccellenza, testimoniati dai molti riconoscimenti ottenuti.


Pietro Germi e il Gallinella

Il nome della tenuta nasce dal fatto che il nonno di Pietro Sabella – si chiamava anche lui Pietro - fu scelto dal grande regista premio Oscar Pietro Germi (un altro Pietro…) per un ruolo importante nel suo film In Nome della Legge, girato proprio a Sciacca nel 1948 e uscito nelle sale l’anno successivo ottenendo un successo che gli consentì di vincere un “Nastro d’Argento”. Il film è considerato l’anticipatore del cinema d’impegno civile degli anni Sessanta e il primo tipo di western all’italiana. Il nonno Pietro era conosciuto in città con il soprannome di “Jadazzu”, che tradotto in italiano significa gallo, ma che Pietro Germi, per sue esigenze di copione, tramutò in “Gallinella”. In onore di quella fortunata circostanza e di uno dei più noti registi italiani, la tenuta di nonno Pietro venne chiamata, appunto, Gallinella.


Il nonno Pietro era conosciuto in città con il soprannome di “Jadazzu”, che tradotto significa gallo,
ma che Pietro Germi, per sue esigenze di copione, tramutò in “Gallinella”.